Capodoglio

Capodoglio spiaggiato

6° capodoglio spiaggiato in del 2019, precisamente nelle vicinanze di Palermo.
Questo capodoglio spiaggiato aveva nel suo stomaco 22 chilogrammi di plastica e si dovrà capire se anche in questo caso (come in molti precedenti), la causa della sua morte sia stata la plastica.

La protesta di Greenpeace

Greenpeace lancia nuovamente l’allarme dal mare e dai suoi abitanti con il tour Mayday Sos plastica. Questo “tour”, o meglio, questa missione, si concentra principalmente nel mar Tirreno dove c’è un’area marina di particolare importanza per il patrimonio della biodiversità.
Nel mar Tirreno è infatti presente un’area definita come il “santuario dei cetacei Pelagos”. Quest’area è particolarmente importante per la protezione della biodiversità della fauna marina.

Numeri

In occasione della presentazione di questa missione, gli attivisti hanno reso noto dei numeri impressionanti.

Ogni anno in Italia, si spiaggiano tra i 150 e i 160 cetacei. Il 30% di essi, muoiono per via delle attività antropiche, prime tra tutte il traffico marittimo e la pesca. Proprio la pesca, è una causa importante negli ultimi 10 anni di morti di capidogli (4%). Un ulteriore 33% dei decessi, è invece causato dalla presenza di plastiche nei loro corpi. Aumenta infatti in maniera importante le morti dei cetacei, legate alla plastica con cui stiamo inquinando i nostri mari. Notizia di questi giorni, è che nella striscia di mare tra la Sardegna e la Corsica, è presente un’isola di plastica lunga decine di chilometri. Questa isola di plastica, è paragonabile come importanza all’isola di plastica che si muove negli oceani. Tutti gli esseri marini e terrestri, risentono di questo massiccio inquinamento, poiché la catena alimentare viene contaminata a più livelli. I grandi mammiferi marini, attratti dai pezzetti di plastica, li ingeriscono scambiandoli per cibo. Capita sempre più spesso di trovare delfini con stomaci pieni di plastica. Anche i volatili, spesso vengono imprigionati dalla plastica e dalle reti dei pescatori. Causando loro una lenta e agonizzante morte.