Coronavirus e smart working

Coronavirus e smart working

Coronavirus e smart working. Se ne sta parlando molto negli ultimi giorni, addirittura il governo sta chiedendo alle aziende di favorire pratiche di telelavoro per diminuire le possibilità di contagio.

R0

Il Coronavirus, è un virus con una contagibilità abbastanza alta. Definita con la lettera R0 2 – 3.11.
Il Coronavirus è molto contagioso, come viene descritto dall’indice di contagio, il numero che segue la sigla, sta ad indicare quante persone una persona infetta potrebbe contagiare. Nel caso del Coronavirus, è di due persone e mezzo ed indica un tasso abbastanza alto, anche se ci sono casi di malattie molto più contagiose. Ad esempio, l’R= del morbillo è dal 12 al 18, che sta a significare che chi contrae il morbillo, potrebbe contagiare dalle 12 alle 18 persone.

Di seguito allego una immagine delle malattie che hanno più spaventato l’umanità negli ultimi secoli.

R0 delle principali malattie mondiali

Stiamo esagerando con gli allarmismi

Come si vede, il Coronavirus, noto anche come Covid-19 o come definito ieri, 17 febbraio 2020, Sar-Cov-2 non è quello più infettante e specialmente colpisce in maniera importante gli individui deboli ed anziani. Infatti le 12 vittime in Italia, sono tutte persone oltre i 60 anni.

E’ anche vero che un virsu meno contagioso del Coronavirus, ha causato una vera e propria strage mondiale. Mi riferisco alla influenza spagnola del gennaio 1918.
Questa particolare influenza, ha mietuto più vittime di tutte le altre malattie precedenti, raggiungendo il triste record di 100 milioni di vittime. Cambiando in soli due anni, l’intera storia di un mondo che era appena uscito dalla prima guerra mondiale.
Le vittime rispetto ai contagi, erano molto elevate, circa il 20%. Infatti i soggetti infetti (stimati), raggiungevano i 500 milioni di individui.

Per nostra fortuna, la mortalità del Coronavirus è decisamente bassa e varia molto in base alle fasce di età.

0 – 9 anninessuna vittima ad oggi
10 – 39 anni0,2% di vittime
40 – 49 anni0,4% di vittime
50 – 59 anni1,3% di vittime
60 – 69 anni3,6% di vittime
70 – 79 anni8% di vittime
80 anni in su13,8% di vittime

Igiene prima di tutto

Come si nota dalle statistiche sopra riportate, le persone in età lavorativa sono sostanzialmente al sicuro. Se come me utilizzate i mezzi pubblici, il consiglio che vi do è di indossare dei guanti, degli occhiali. Le mascherine classiche che si trovano in giro sono inutili, poiché quelle che proteggono dal virus sono le FFP-3 con filtro e uniche rimaste disponibili nei negozi dato il costo elevato.

Utilizzando i mezzi pubblici, quando arrivate in ufficio, lavatevi bene le mani con sapone e rilavatele se avete dei contatti con dei colleghi.

Cambiamo punto di vista

Probabilmente dovremo vedere con occhi differenti questa situazione drammatica. Ci sono state purtroppo delle morti, ci sono molti contagi e la situazione sta sfuggendo un po’ di mano.

La politica non ha mantenuto un fronte unico su questa situazione e hanno colto l’occasione per fare campagna politica anche con delle morti.

Si da colpa al governo per non aver bloccato gli arrivi di cinesi, ma i governatori delle regioni focolaio non hanno bloccato gli italiani di ritorno dalla Cina. Quindi consiglio a tutti di fermarsi un attimo e ragionare se il problema sia il cinese o sia l’ignoranza.

Innanzitutto le vittime che ci sono state in Italia, avevano malattia pregresse e sicuramente si poteva fare qualcosa, ma va ricordato che bastava anche una banale influenza per uccidere delle persone con un sistema immunitario già compromesso.

E’ vergognoso vedere negozi cinesi chiusi per paura di venir lapidati dai passanti. In questo modo non si dimostra amore per la patria, ma solo una immensa ignoranza.

Consigli per la lettura

Consiglio a tutti di leggere questo articolo del Corriere della Sera scritto da Paolo Giordano, Coronavirus, la matematica del contagio che ci aiuta a ragionare in mezzo al caos