Si muore per o con Coronavirus?

Si muore per o con Coronavirus?

Si muore per o con Coronavirus? Questo è un quesito che mi sto ponendo in questi giorni di panico generale.

Ne parlavamo ieri in questo articolo. La mortalità per il coronavirus è estremamente bassa ed è limitata alle fasce della popolazione con minori difese immunitarie.

Panico giustificato

In questi giorni in Italia si sta diffondendo una sorta di panico generalizzato tra le persone. Abbiamo assistito a scene paragonabili ai più grandi colossal Hollywoodiani in cui le civilità si estinguevano, supermercati presi d’assalto, gente che si picchiava per una confezione di pasta, disperazione e gente che correva alla ricerca di cibo.

Ebbene si, il panico è giustificato. Ma non per il virus.

Il panico è giustificato dalla comunicazione che è stata fatta dai nostri politici. Di ieri è la notizia che una assistente del governatore della regione Lombardia, sia risultata infetta e che per questo, tutte le conferenze siano state annullate.
L’uscita del governatore della Lombardia è stata ridicola. Nei video pubblicati sui social network, si è mostrato con una mascherina. Ha sostenuto di utilizzarla per proteggere i suoi collaboratori, ma ha anche trasmesso un messaggio di preoccupazione ai cittadini lombardi. Proprio in questo momento, il compito di un politico dovrebbe essere quello di rassicurare i cittadini, consigliandoli e stando loro vicini.
Gravissimo errore nella strategia di comunicazione.

Come stanno le cose

Non sono un medico né un politico. Ma osservo il comportamento delle persone con molta attenzione e osservo con curiosità il comportamento dei gruppi. E’ curioso vedere come un messaggio possa essere interpretato in modo differente.

Il governo ha chiesto ai cittadini di prestare la massima attenzione nelle relazioni interpersonali. Corretto, si deve tener conto delle persone con cui ci si relaziona.

Il 24 gennaio, la regione ha fatto chiudere tutti i locali pubblici e privati.
Il 26 gennaio la regione ha cambiato le regole valide già per il 26.

Risultato?

Gli esercenti si sono trovati in estrema difficoltà, dovendo lasciare a casa i dipendenti per poi dover chiedere agli stessi di restare al lavoro anche dopo le 18 e ovviamente molti avevano già preso altri impegni.

Questo è il problema italiano, non si riesce a fare squadra per risolvere un problema e in questo modo i partiti che vivono sul terrore, riescono a vincere le elezioni.

I titoli dei giornali online non aiutano a rassicurare la popolazione, pensiamo per esempio al ragazzo di 38 anni da cui è partito tutto.
Alcune testate giornalistiche online e non, hanno segnalato come gravissimo e in fin di vita questo caso senza poi raccontare con precisione la situazione clinica del trentottenne nei giorni seguenti.
Il detto giornalistico “Non c’è miglior notizia di una cattiva notizia” calza a pennello. Con questa notizia, alcuni giornali sono riusciti a vendere le notizie in chiave tragica. E li capisco, un giornale deve vendere per poter sopravvivere e non posso farne una colpa. Le testate giornalistiche vivono sulle notizie.

Sono i politici a non dover vivere sulle notizie spesso parziali. Ricordiamoci com’è andata la storia del novecento. Sulle fake news si sono rette numerose dittature e ancora oggi i partiti di estrema destra o sinistra, ottengono maree di voti su notizie parziali e interpretate a loro piacimento.

In particolare un partito, regge da sempre la sua ragion d’essere sulle non notizie. Sui meridionali “sporchi straccioni“, sugli africani che “violentano le nostre donne e ci rubano il lavoro” e ora sui “cinesi untori“.

Alcune persone a me vicine, la vedono alla stessa maniera. Africani che vengono in Italia per colpa dei “comunisti, grillini e delle sardine” senza ricordarsi della storia lontana e più vicina. Però quando serve che qualcuno curi i nostri parenti a basso costo, va bene anche una persona dell’est Europa, qualcuno che raccolga le verdure per pochi centesimi va bene un africano e qualcuno che ripari i nostri cellulari a basso costo, allora va bene anche un cinese.

Come la mettiamo con le 17 vittime?

Sono realmente dispiaciuto per queste vittime. Come dicevo già ieri, si poteva fare sicuramente di più per proteggerle.

Tutte queste vittime erano persone già ricoverate o con patologie pregresse.

Torniamo allora alla domanda iniziale.

Si muore per o con Coronavirus?

Tutte le vittime riscontrate in Italia avevano contratto il Coronavirus ma le ha uccise il virus o la loro situazione clinica?

Quindi alla domanda “Si muore per o con Coronavirus?” mi sento di rispondere di no, non si muore per il solo Coronavirus. Si muore per colpa del Coronavirus e per via delle complicanze che porta con se in un quadro clinico già compromesso.



Consigli per la lettura

Vi ripropongo l’articolo di ieri inerente il Coronavirus.
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